Capanna
L’abitazione neolitica è una capanna-museo con ambienti che ripropongono la vita quotidiana dell’uomo vissuto più di 8000 anni fa, dal Paleolitico al Neolitico.
Le riproduzioni di armi per la caccia e per la pesca, un telaio a pali verticali, una culla, il focolare e l’angolo della concia delle pelli sono solo alcuni degli spazi che vi si possono ammirare.
Non mancherà una dimostrazione delle tecniche di scheggiatura della selce e dell’uso del trapano preistorico.

Scavo
Ecco un’esperienza in cui divertimento e apprendimento si fondono.
La simulazione insegna agli studenti che vi partecipano che il lavoro dell’archeologo è un lavoro di squadra che si avvale di un folto team di scavo all’interno del quale ognuno riveste il suo importantissimo ruolo. Esso presuppone grande pazienza, nonché alta precisione in quanto anche il frammento più piccolo può veicolare preziosissime informazioni.

Tecniche di caccia
Dopo un’introduzione sulle tecniche di caccia e la loro evoluzione storica, gli studenti si cimenteranno nel tiro con l’arco e nel lancio con il propulsore in una simulazione il cui obiettivo è colpire sagome che riproducono alcune prede.

Ceramica
Quando l’uomo si rese conto che l’argilla, così come si trovava in natura, era modellabile e che il fuoco aveva il potere di renderla resistente, cominciò ad utilizzare questo materiale secondo tecniche che si andarono perfezionando nel corso dei secoli.
Durante il laboratorio, i ragazzi sperimenteranno la lavorazione della ceramica con la tecnica detta “del colombino” e la decorazione del manufatto a “incisione” e a “impressione”.

Arte
Dopo una introduzione preliminare sui soggetti, sulle tecniche e i materiali propri dell’Arte Paleolitica, gli studenti potranno utilizzare i colori naturali in uso durante la Preistoria per realizzare un manufatto ovvero un piccolo amuleto su tavoletta lignea con raffigurazioni d’ispirazione paleolitica.

Macinazione
Tra le conquiste evolutive della cosiddetta” Rivoluzione Neolitica”, fondamentale fu la scoperta dell’Agricoltura.
Dopo una breve introduzione teorica sull’importanza di tale scoperta per l’evoluzione umana, sulle prime specie vegetali addomesticate e sulle antiche colture del grano, i ragazzi eseguiranno la macinazione dei chicchi per ricavarne farina integrale tramite antiche e rudimentali macine litiche. La seconda fase del laboratorio prevede la produzione del pane da parte
degli studenti a cui seguirà la cottura delle pagnotte all’interno di un forno di struttura neolitica.

Pirotecnologia
Dallo sfregamento delle pietre alla tecnica con l’archetto. Questo laboratorio fa comprendere ai ragazzi l’importanza del fuoco nell’antichità e il perché della sua suggestione magica. Punto di partenza: i preziosi dati ricavati dalla straordinaria scoperta della Mummia del Similaun Oetzi.

Archeoacustica
Che suono aveva la musica nella Preistoria?
Dopo l’illustrazione dei tanti strumenti musicali ricostruiti nel laboratorio di Antiquitates con la consulenza dell’esperto musicologo Walter Maioli del Sound Center, (fischietti, flauti, ance, archi e trombe, conchiglie…), gli studenti diventano i veri protagonisti del laboratorio di Archeoacustica.
A loro l’abilità e la libertà di produrre suoni, di inventare ipotesi musicali e danze ispirati dalle emozioni e dalle suggestioni psicologiche ed emotive simili a quelle che probabilmente animarono gli antenati della specie nelle loro prime creative combinazioni di suoni.

Tessitura
L’origine della tessitura si perde nel Neolitico, forse ispirata dall’intreccio delle prime ceste.
Il laboratorio permette di realizzare la tessitura antica tramite l’intreccio di fili di lana su trama e ordito utilizzando un piccolo telaio e realizzando infine variopinti frammenti tessili. Si potrà inoltre assistere alla tintura della lana con i coloranti naturali dell’antichità.

Archeometallurgia
Fra tutti gli ambiti dell’archeologia sperimentale, l’Archeometallurgia è quello in cui Antiquitates vanta la maggiore esperienza. Il laboratorio propone una lezione approfondita sull’evoluzione delle tecniche metallurgiche protostoriche a partire dall’estrazione dei minerali fino ai processi tecnologici ai quali essi venivano sottoposti per ottenere il metallo puro. La spiegazione viene corredata da una spettacolare dimostrazione della fusione del bronzo secondo la tecnica utilizzata in epoca etrusca. L’archeologo ripercorrendo i passi dell’antico metallurgo, cola il metallo fuso negli appositi stampi bivalvi dove raffreddandosi si solidifica assumendo la forma del manufatto desiderato.