Villaggio
Arrivando al villaggio, l’attenzione è immediatamente catturata da singolari strutture fatte di cannuccia palustre, legno e argilla.
La visita e la presentazione di tali strutture, introdotta da una breve lezione teorica, rappresenta la prima tappa del percorso.
Si tratta di riproduzioni di abitazioni risalenti al IX-VIII sec. a. C., le case dei Villanoviani, nelle due tipologie: a planimetria circolare che ripete modelli più antichi e a base rettangolare, più recente.

Biga
Nel contesto del Campo scuola, è possibile visitare la sezione espositiva dedicata all’epoca Villanoviano-Etrusca allestita con la riproduzione della “Biga di Vulci”, i “Cavalli Alati di Tarquinia” e una selezione di manufatti ceramici , metallici e tessili, importanti testimonianze di questa antica civiltà.

Archeometallurgia
Fra tutti gli ambiti dell’archeologia sperimentale, l’Archeometallurgia è quello in cui Antiquitates vanta la maggiore esperienza. Il laboratorio propone una lezione approfondita sull’evoluzione delle tecniche metallurgiche protostoriche, a partire dall’estrazione dei minerali fino ai processi ai quali essi venivano sottoposti per ricavarne il metallo puro. La spiegazione viene completata da una spettacolare dimostrazione della fusione del bronzo secondo la tecnica utilizzata in epoca etrusca. L’archeologo, nelle vesti dell’antico metallurgo, cola il metallo fuso negli appositi stampi bivalvi dove, raffreddandosi, si solidifica assumendo la forma del manufatto desiderato.

Tomba Cardarelli di Tarquinia
La Civiltà Etrusca ha lasciato le sue tracce indelebili nella storia e nel nostro territorio disseminato di resti soprattutto legati ai riti funerari cui gli Etruschi riservavano grandissimo valore.
La sezione villanoviano-etrusca di Antiquitates, nell’area Open-Air Museum ospita la ricostruzione della Tomba Cardarelli di Tarquinia.
La visita guidata svelerà i segreti dell’Oltretomba etrusco e farà parimenti luce anche sugli aspetti più significativi della loro quotidianità.

Simulazione di scavo archeologico
Ecco un’esperienza in cui divertimento e apprendimento si fondono.
La simulazione insegna agli studenti che vi partecipano che il lavoro dell’archeologo è un lavoro di squadra che si avvale di un folto team di scavo all’interno del quale ognuno riveste il suo importantissimo ruolo. Esso presuppone grande pazienza, nonché alta precisione in quanto anche il frammento più piccolo può veicolare preziosissime informazioni.

Pirotecnologia
Dallo sfregamento delle pietre alla tecnica con l’archetto. Questo laboratorio fa comprendere ai ragazzi l’importanza del fuoco nell’antichità e il perché della sua suggestione magica. Punto di partenza: i preziosi dati ricavati dalla straordinaria scoperta di Oetzi, la Mummia del Similaun.

Ceramica
Quando l’uomo si rese conto che l’argilla, così come si trovava in natura, era modellabile e che il fuoco aveva il potere di renderla solida mantenendone la forma, cominciò ad utilizzare questo materiale secondo tecniche che si andarono perfezionando nel corso dei secoli.
Durante il laboratorio, i ragazzi sperimenteranno la lavorazione della ceramica con la tecnica detta “del colombino”, in uso durante il periodo Villanoviano (IX – VIII sec. a. C.), e la successiva decorazione del manufatto a incisione e a impressione.

Restauro
Il restauro consiste nel restituire al vaso o all’oggetto, a cui appartengono i frammenti ceramici che lo scavo archeologico porta alla luce, la sua forma originaria. I frammenti devono essere collocati in modo da rendere subito riconoscibili le parti originali del vaso e quelle ricostruite dal restauro.

Il procedimento del restauro prevede quattro fasi:

  • Pulizia dei frammenti dalle incrostazioni.
  • Consolidamento dei frammenti ceramici attraverso liquidi chimici che ne aumentano la robustezza.
  • Assemblaggio dei frammenti.
  • Integrazione delle parti mancanti con il gesso, in modo da ricreare la forma originale del vaso.

Macinazione
Quando l’uomo da nomade divenne stanziale, i cereali si collocarono al centro dello stile alimentare umano. I primi cereali ad essere coltivati furono l’orzo e il farro (da cui viene il nome stesso di ‘farina’), consumati dapprima crudi poi cotti in acqua o arrostiti.
L’attività didattico-laboratoriale del centro prevede una prova pratica di macinazione del grano adoperando la macina litica a perno metallico in uso durante l’epoca etrusco-romana.

Pittura Etrusca
Questo laboratorio permette di conoscere e sperimentare le antiche tecniche pittoriche etrusche grazie alle quali si ebbe la straordinaria fioritura delle opere lasciate da questo popolo ingegnoso consegnate quasi essenzialmente alle loro necropoli.
Gli studenti riprodurranno su tavole tirate “a fresco” scene ispirate alle più famose raffigurazioni parietali ancora conservate nelle tombe dell’Etruria.